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Gli Agricoltori di Pomodori foggiani provano a fare rete: nasce VàZapp

Grazie a StatoQuotidiano.it, sito di informazione della provincia di Foggia, siamo venuti a conoscenza di una storia interessante, simile - per alcuni versi, alle vicissitudini che hanno poi portato alla nascita di Grano Armando e del Patto che tiene uniti coltivatori e produttore.

Nell’articolo, si legge che gli Agricoltori foggiani del pomodoro Sanmarzano, i quali coltivano il 95% di pomodoro Sanmarzano utilizzato nel mondo, hanno visto improvvisamente le industrie conserviere abbassare il prezzo di acquisto da 0,10 € a 0,08 € al chilo.

Potrebbe sembrare poco, ma in realtà non lo è affatto, tant’è che essi denunciano i rischi che questo abbassamento di prezzo può avere sull’intero settore, mettendo a rischio il lavoro di molti Agricoltori (si stima il 30% dell’intero settore), favorendo così lo sfruttamento della manodopera.

VàZapp è il primo hub rurale nato per ridare dignità agli agricoltori: solidarietà e formazione affinché gli agricoltori non siano costretti ad abbandonare i terreni

Da questa situazione difficile, è nato VàZapp, il primo hub rurale che ha l’obiettivo di ridare dignità agli agricoltori. VàZapp è uno spazio di coworking dove ci si incontra per ascoltare gli agricoltori, per creare eventi e format su agricoltura sostenibile e innovativa, workshop e format.

Non solo solidarietà, dunque, ma anche formazione, con un occhio alle giovani generazioni e al futuro, affinché essi non siano costretti ad abbandonare i terreni e vedere fallire il proprio futuro.

Al momento gli Agricotori di VàZapp’ stanno promuovendo una petizione da inviare al Ministro Martina per chiedere l’istituzione di un prezzo equo di mercato e l’istituzione di regole certe di contrattazione per evitare accordi sottobanco delle industrie conserviere.

Chi fosse interessato, può leggere l’articolo integrale cliccando qui: http://www.statoquotidiano.it/19/08/2015/vazapp-petizione-made-in-foggia-salviamo-gli-agricoltori-che-coltivano-pomodoro-italiano/366953/

In calce all’articolo, vi è anche il link per firmare la petizione.

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